Quali scadenze contano, e quanto valgono?
Le abbiamo messe in ordine di calendario, ciascuna con un esempio in euro calcolato da noi sulle regole in vigore a ottobre 2026 e la norma che la regola. Il tuo caso dipende dal tuo reddito e dalle tue spese.
| Scadenza | Cosa fare | Quanto vale (esempio) | Fonte |
|---|---|---|---|
| 30 novembre 2026 | Rivalutare le quote di una società che pensi di vendere | 7.400 € di imposta in meno su quote valutate 200.000 € e costate 10.000 €, perizia esclusa | L. 448/2001, art. 5; L. 199/2025, c. 144 |
| 16 dicembre 2026 | Pagare il saldo IMU sugli immobili diversi dall'abitazione principale | È un obbligo, non una scelta: evita sanzioni e interessi | L. 160/2019, c. 762 |
| 31 dicembre 2026 | Completare i versamenti al fondo pensione, fino a 5.300 € | 924 € di IRPEF in meno versando 2.800 € con aliquota del 33% | D.Lgs. 252/2005, art. 8 |
| 31 dicembre 2026 | Comunicare al fondo i contributi del 2025 non dedotti | Da 255 a 425 € di imposta in meno alla prestazione su 2.835 € non dedotti | D.Lgs. 252/2005, art. 8, c. 4 |
| 31 dicembre 2026 | Usare le minusvalenze realizzate nel 2022 | Fino a 2.600 € su 10.000 € di perdite | TUIR, art. 68, c. 5 |
| 31 dicembre 2026 | Pagare con mezzi tracciabili le spese detraibili | 190 € per studente sulle spese scolastiche; 28,50 € persi su una visita privata da 150 € pagata in contanti | L. 160/2019, c. 679-680; TUIR, art. 15 |
| 31 dicembre 2026 | Pagare i lavori sulla casa in cui abiti | 4.200 € di detrazione in più su 30.000 € di lavori (50% invece del 36%) | DL 63/2013, art. 16; L. 199/2025, c. 22 |
| La fissa l'azienda | Decidere se convertire il premio di risultato in welfare o fondo pensione | 5.000 € senza imposta, contro 50 € di imposta se incassato in busta paga | L. 208/2015, c. 182-187; L. 199/2025, c. 9 |
Fondo pensione: quanto risparmi versando entro il 31 dicembre?
I contributi al fondo pensione si deducono dal reddito fino a 5.300 € l'anno dal 2026 (fino al 2025 il limite era 5.164,57 €). Nel limite contano i tuoi versamenti e quelli del datore di lavoro; il TFR conferito al fondo no. Il limite è annuale: quello che non usi nel 2026 non si recupera nel 2027.
Un esempio. Quest'anno, fra te e l'azienda, avete versato 2.500 €: restano 2.800 € deducibili. Con un reddito fra 28.000 e 50.000 €, aliquota IRPEF del 33%, versarli entro fine anno vale 924 € di imposta in meno. Con l'aliquota del 23% sono 644 €, con quella del 43% sono 1.204 €. Sono conti di sola IRPEF: la deduzione abbassa anche le addizionali regionale e comunale.
Alla prestazione la parte dedotta paga una ritenuta fra il 15% e il 9%, comunque meno della tua aliquota di oggi. Nello stesso limite puoi versare anche per un familiare a carico.
Cosa controllare: quanto hai già versato nel 2026, e entro quale data il fondo deve ricevere il bonifico per contarlo quest'anno. Quanto vale nel tuo caso lo calcola il simulatore del vantaggio fiscale. Se hai più di 50 anni, leggi anche se cambiare fondo conviene ancora; se ti preoccupa la "patrimoniale" sui fondi, i numeri sono qui.
Hai versato più del limite nel 2025? Dillo al fondo entro il 31 dicembre 2026
Se nel 2025 hai versato al fondo pensione più di 5.164,57 €, o non hai dedotto una parte dei contributi, la legge chiede di comunicare l'importo non dedotto al fondo entro il 31 dicembre dell'anno successivo al versamento, o prima se nel frattempo maturi il diritto alla prestazione. Per i versamenti del 2025 la data è il 31 dicembre 2026.
Perché conviene: quei contributi li hai già pagati con reddito tassato. Se il fondo lo sa, alla prestazione li esclude dalla parte imponibile; se non lo sa, li tassa come se li avessi dedotti. Con 8.000 € versati nel 2025, i contributi non dedotti sono 2.835,43 €: comunicarli evita da 255 € (ritenuta del 9%) a 425 € (ritenuta del 15%) di imposta futura.
Cosa controllare: quanto hai dedotto davvero nella dichiarazione dei redditi, e il modulo del fondo per la comunicazione.
Perdite in Borsa del 2022: perché vanno usate entro il 31 dicembre 2026?
Le minusvalenze su azioni, obbligazioni e altri titoli si compensano con le plusvalenze della stessa natura dell'anno in cui nascono e dei quattro anni successivi: quelle realizzate nel 2022 scadono il 31 dicembre 2026. Su 10.000 € di perdite usate risparmi fino a 2.600 € di imposta (26%). I guadagni su fondi ed ETF, però, non le assorbono. Quando conviene vendere per recuperarle, e quando no, lo spieghiamo in Minusvalenze: le perdite che riducono le tasse, ma scadono; il simulatore del recupero delle minusvalenze le ordina per anno di scadenza.
Spese detraibili: perché conta come paghi, e non solo quanto?
Le spese che danno la detrazione del 19% contano nell'anno in cui le paghi: quelle pagate entro il 31 dicembre 2026 entrano nella dichiarazione del 2027; quelle pagate a gennaio slittano di un anno.
E contano solo se paghi con bonifico, carta, bancomat o assegno: in contanti la detrazione si perde. Fanno eccezione i medicinali, i dispositivi medici e le prestazioni delle strutture pubbliche o private accreditate con il Servizio sanitario nazionale, che puoi pagare anche in contanti. Una visita da un medico privato non accreditato da 150 €, pagata in contanti, costa 28,50 € di detrazione persa.
| Spesa | Limite di spesa | Detrazione massima |
|---|---|---|
| Scuola, dall'infanzia alle superiori | 1.000 € per studente | 190 € |
| Sport dei ragazzi fra 5 e 18 anni | 210 € per ragazzo | 39,90 € |
| Polizze sul rischio di morte o invalidità permanente | 530 € di premi | 100,70 € |
| Polizze sulla non autosufficienza | 1.291,14 € di premi | 245,32 € |
| Spese sanitarie | nessun limite, oltre una franchigia di 129,11 € | 19% della parte oltre la franchigia |
I limiti sono quelli dell'articolo 15 del Testo unico delle imposte sui redditi; il tetto per la scuola è salito da 800 a 1.000 € dalle spese del 2025 (L. 207/2024, c. 13). Le polizze le abbiamo spiegate in Polizza vita e protezione della famiglia.
Sopra 75.000 € di reddito, c'è un tetto alle detrazioni?
Sì, dalle spese del 2025. Con un reddito complessivo oltre 75.000 €, calcolato senza la casa in cui abiti, le spese detraibili contano solo fino a un tetto: un importo base moltiplicato per un coefficiente che dipende dai figli a carico.
| Figli a carico | Reddito fra 75.000 e 100.000 € | Reddito oltre 100.000 € |
|---|---|---|
| Nessuno (coefficiente 0,50) | 7.000 € | 4.000 € |
| Uno (0,70) | 9.800 € | 5.600 € |
| Due (0,85) | 11.900 € | 6.800 € |
| Più di due, o un figlio con disabilità (1) | 14.000 € | 8.000 € |
Fuori dal tetto restano le spese sanitarie, gli investimenti in start-up e PMI innovative, e gli interessi dei mutui, i premi delle polizze e le rate dei lavori edilizi legati a contratti o spese fino al 2024.
Cosa significa a dicembre: se il tetto è già pieno, anticipare una spesa non dà nessuna detrazione in più. Oltre 120.000 € di reddito le detrazioni al 19% (salvo spese sanitarie e interessi del mutuo) si riducono fino ad azzerarsi a 240.000 €; oltre 200.000 €, dal 2026, si tolgono altri 440 €. Il simulatore della tassazione del reddito applica tutti e tre i limiti.
Lavori in casa: perché un pagamento a dicembre vale più di uno a gennaio?
Per i lavori di ristrutturazione sulla casa in cui abiti, se ne sei proprietario o hai un diritto reale, la detrazione è del 50% sulle spese pagate nel 2026 e scende al 36% su quelle del 2027. Sulle altre abitazioni passa dal 36% al 30% (L. 199/2025, c. 22, che modifica l'art. 16 del DL 63/2013). Il limite di spesa è 96.000 € per unità immobiliare e la detrazione si divide in dieci rate annuali.
Su 30.000 € di lavori nella casa in cui abiti:
- pagati entro il 31 dicembre 2026: 15.000 € di detrazione, 1.500 € l'anno per dieci anni;
- pagati nel 2027: 10.800 €, 1.080 € l'anno;
- differenza: 4.200 €.
Conta la data del pagamento, fatto con il bonifico apposito per i bonus edilizi. Se il tuo reddito supera 75.000 €, ogni rata annuale entra nel tetto alle detrazioni.
Premio di risultato: incassarlo o convertirlo?
Se lavori in un'azienda privata e un contratto aziendale o territoriale prevede un premio di risultato, nel 2026 e nel 2027 il premio paga un'imposta sostitutiva dell'1% fino a 5.000 € (nel 2025 era il 5% fino a 3.000 €). Vale per chi nel 2025 ha avuto redditi di lavoro dipendente fino a 80.000 €.
Se il contratto lo consente, puoi convertire il premio. In welfare (i beni e servizi previsti dalla legge) non paga imposta. Nel fondo pensione non paga imposta né oggi né alla prestazione, e non consuma i 5.300 € deducibili. Su 5.000 € di premio: 50 € di imposta in busta paga, zero se lo converti. Con l'1% la differenza immediata è piccola; nel fondo pensione, però, quei 5.000 € alla prestazione non pagheranno la ritenuta fra il 15% e il 9%.
La scadenza per scegliere la fissa l'azienda: chiedila all'ufficio del personale. Il punto di vista dell'impresa, contributi compresi, è in Trattenere i dipendenti con welfare e TFR.
Quote di una società: conviene rivalutarle entro il 30 novembre?
Solo se pensi di venderle e le hai pagate poco. La legge permette di sostituire il costo fiscale delle quote possedute al 1° gennaio con il loro valore a quella data, pagando un'imposta sostitutiva sull'intero valore. Dal 2026 l'imposta è del 21% invece del 18%. Per le quote possedute al 1° gennaio 2026, perizia giurata e pagamento (o prima di tre rate annuali) vanno fatti entro il 30 novembre 2026.
Un esempio: quote valutate 200.000 € e costate 10.000 €. Vendendole senza rivalutazione paghi il 26% sulla plusvalenza di 190.000 €, cioè 49.400 €. Con la rivalutazione paghi il 21% di 200.000 €, cioè 42.000 €: 7.400 € in meno, da cui togliere il costo della perizia.
La regola pratica, calcolata da noi: il 21% sul valore intero costa meno del 26% sulla plusvalenza solo se il costo originario è sotto il 19% circa del valore attuale (5 diviso 26). Sopra quella soglia la rivalutazione costa più di quanto fa risparmiare. E se poi non vendi, l'imposta l'hai pagata comunque.
Cosa controllare a gennaio 2027?
- Lavori in casa: dal 1° gennaio la detrazione scende al 36% sulla casa in cui abiti e al 30% sulle altre.
- Perdite in Borsa: le minusvalenze del 2023 scadono il 31 dicembre 2027.
- Fondo pensione: il limite di 5.300 € vale anche per il 2027; distribuire i versamenti nell'anno evita la corsa di dicembre.
- Premio di risultato: l'imposta dell'1% fino a 5.000 € vale anche per i premi erogati nel 2027.
- Norme nuove: dal 1° gennaio si applica il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi, che riordina le norme e cambia la numerazione degli articoli citati qui. La legge di bilancio per il 2027 è in discussione in Parlamento: prima di pianificare, verifica il testo approvato.
Glossario
- Deduzione: un importo che si sottrae dal reddito prima di calcolare l'imposta; vale quanto la tua aliquota più alta (per esempio i versamenti al fondo pensione).
- Detrazione: un importo che si sottrae direttamente dall'imposta; per molte spese è il 19% della spesa.
- Pagamento tracciabile: bonifico, carta di debito o di credito, carta prepagata, assegno; il contante non lo è.
- Minusvalenza: la perdita realizzata vendendo un titolo a meno di quanto l'hai pagato; si può compensare con i guadagni della stessa natura per quattro anni dopo quello in cui nasce.
- Rideterminazione del costo delle partecipazioni: la possibilità di sostituire il costo fiscale di azioni o quote con il loro valore al 1° gennaio, pagando un'imposta sostitutiva.
- Premio di risultato: la parte variabile della retribuzione legata ad aumenti di produttività o redditività, prevista da un contratto aziendale o territoriale.
Fonti
- Decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, art. 8, commi 4 e 5 (deduzione, limite di 5.300 € dal 2026, comunicazione dei contributi non dedotti) e art. 11, comma 6 (tassazione delle prestazioni).
- Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), art. 1: comma 3 (aliquota IRPEF del 33%), comma 4 (taglio di 440 € oltre 200.000 €), comma 9 (premi di risultato all'1% fino a 5.000 €), comma 22 (aliquote dei bonus edilizi), comma 144 (rideterminazione al 21%), comma 201 (limite di 5.300 €).
- Legge 30 dicembre 2024, n. 207, art. 1, comma 13 (spese scolastiche a 1.000 €) e comma 30 (rideterminazione annuale delle partecipazioni).
- Legge 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1, commi 679-680 (tracciabilità delle spese detraibili) e comma 762 (versamento dell'IMU).
- Legge 28 dicembre 2015, n. 208, art. 1, commi 182-187 (premi di risultato e loro conversione).
- Legge 28 dicembre 2001, n. 448, art. 5 (rideterminazione del valore delle partecipazioni).
- DPR 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 15 (detrazioni per oneri), art. 16-ter (riordino delle detrazioni), art. 68, comma 5 (riporto delle minusvalenze).
- Decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, art. 16 (detrazione per il recupero del patrimonio edilizio).
- Decreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117 (nuovo Testo unico delle imposte sui redditi, applicabile dal 1° gennaio 2027).
- COVIP, FAQ sul trattamento fiscale (esclusione del TFR dalla deduzione).