Il TFR dei tuoi dipendenti: quanto ti costa davvero

Il fondo iscritto a bilancio non è denaro fermo: è un debito che si rivaluta ogni anno a carico dell'impresa. Partiamo dai tuoi numeri per capire quanto pesa e cosa si può fare.

In sintesi

  • Il TFR accantonato in azienda è un debito verso i dipendenti che ogni anno si rivaluta dell'1,5% fisso più il 75% dell'inflazione, con la rivalutazione a carico dell'impresa.
  • Su quella rivalutazione l'azienda versa un'imposta sostitutiva del 17%: due voci che salgono insieme all'inflazione.
  • Oltre una certa soglia di dipendenti il TFR non resta comunque in azienda, ma confluisce al Fondo di Tesoreria dell'INPS: dal 2026 la soglia è dinamica e scende gradualmente da 60 a 40 entro il 2032.
  • Il bilancio della tua azienda è pubblico: lo leggiamo prima dell'incontro e arriviamo con il costo già quantificato.

Perché il TFR è una voce che cresce da sola?

Ogni anno accantoni per ciascun dipendente il 6,91% della retribuzione lorda. Finché il rapporto prosegue quella somma resta iscritta in bilancio come fondo TFR, cioè come debito verso il personale. Fin qui è retribuzione differita: la pagheresti comunque.

Il punto che pesa è un altro. Ogni anno il fondo va rivalutato dell'1,5% fisso più il 75% dell'inflazione, e quella rivalutazione è un costo dell'impresa, non del dipendente. A questo si aggiunge l'imposta sostitutiva del 17% che l'azienda versa proprio sulla rivalutazione. Sono due voci che, quando l'inflazione sale, salgono insieme a lei — su un fondo consistente e su più esercizi la differenza si vede.

Cosa cambia con la soglia del Fondo di Tesoreria?

È il punto più spesso frainteso, e dal 2026 è anche cambiato. Fino al 31 dicembre 2025 la soglia era fissa a 50 dipendenti, calcolata in modo diverso secondo la data di costituzione dell'azienda. Dal 1° gennaio 2026 il criterio è dinamico: la dimensione aziendale si verifica ogni anno sulla media dei dipendenti dell'anno solare precedente, e se la soglia viene superata l'obbligo scatta dall'anno successivo. La soglia stessa scende per legge nel tempo: almeno 60 dipendenti dal 2026, almeno 50 dal 2028, almeno 40 dal 2032. Superata la soglia in vigore, il TFR non resta in azienda: va versato mensilmente al Fondo di Tesoreria gestito dall'INPS. Viene così a mancare il fondamento dell'argomento più diffuso a favore della permanenza, quello secondo cui il TFR resterebbe liquidità a disposizione dell'impresa. Gli obblighi di calcolo e di versamento restano, la disponibilità del denaro no.

Quali leve fiscali si aprono con la previdenza complementare?

Sul TFR conferito a forme pensionistiche complementari l'impresa deduce dal reddito una quota dell'ammontare conferito — il 4%, che sale al 6% per le imprese con meno di 50 dipendenti — e ottiene un esonero parziale dal contributo al Fondo di Garanzia e da alcuni oneri impropri. Sulle quote conferite, inoltre, viene meno la rivalutazione a carico dell'azienda.

La destinazione resta però una scelta del singolo lavoratore: l'azienda non la decide. Quello su cui puoi incidere è l'informazione che metti a disposizione e l'eventuale contributo aziendale al fondo, che è una leva tua e pesa su attrattività e fidelizzazione.

A chi serve

Quando questo conto va rifatto?

Sono le situazioni in cui il fondo TFR smette di essere una riga di bilancio e diventa una decisione.

Il fondo TFR pesa sul bilancio

L'accantonamento è cresciuto negli anni e nessuno ha più verificato quanto costa mantenerlo dov'è.

Ti avvicini alla soglia del Fondo di Tesoreria

Dal 2026 la soglia è dinamica e verificata ogni anno: superarla cambia gli obblighi e smonta l'idea che il TFR resti liquidità disponibile.

Vuoi introdurre un contributo aziendale

È la leva che l'azienda controlla davvero, e incide su attrattività e fidelizzazione più di quanto costi.

I dipendenti ti fanno domande

La scelta spetta a loro, ma l'informazione corretta è responsabilità dell'azienda: ti aiutiamo a fornirla.

L'impatto fiscale ed economico

I quattro numeri che determinano il costo

Le aliquote vanno sempre verificate sull'esercizio in corso insieme al tuo commercialista.

6,91% La quota della retribuzione lorda accantonata ogni anno per ciascun dipendente
1,5% + 75% La rivalutazione annua del fondo TFR, che resta a carico dell'impresa
17% L'imposta sostitutiva sulla rivalutazione annua, versata dall'azienda
4% / 6% La deduzione sul TFR conferito a previdenza complementare, secondo la dimensione aziendale
Come lavoriamo

Dal bilancio alla decisione, in cinque passi

Il primo passo lo facciamo prima di incontrarti, e non richiede nulla da parte tua.

  1. 01

    Leggiamo il tuo bilancio

    È pubblico: partiamo dal fondo TFR iscritto e dalla sua dinamica negli ultimi esercizi.

  2. 02

    Quantifichiamo il costo annuo

    Rivalutazione e imposta sostitutiva: quanto ti costa oggi tenere il fondo dov'è.

  3. 03

    Verifichiamo la soglia

    La media dipendenti dell'anno precedente, la soglia dinamica in vigore e gli obblighi che ne derivano per la tua struttura.

  4. 04

    Simuliamo le alternative

    Deduzione, esoneri e liquidità: cosa cambierebbe con il conferimento a previdenza complementare.

  5. 05

    Coordiniamo con i tuoi professionisti

    Portiamo il risultato al tuo commercialista e al consulente del lavoro, e si decide insieme.

Come ci integriamo

Il nostro posto accanto a chi ti segue già

Non sostituiamo chi già ti segue

Il commercialista e il consulente del lavoro restano al loro posto. Portiamo la componente finanziaria e previdenziale a supporto delle loro competenze, dentro i processi che la tua azienda ha già.

Un solo interlocutore per te

Il confronto tecnico fra i professionisti lo coordiniamo noi. Non devi fare da tramite fra chi tiene la contabilità, chi gestisce le paghe e chi propone le soluzioni.

Per partire non serve nulla

Il bilancio è pubblico e lo analizziamo prima di vederci. Al primo incontro arriviamo con una base concreta su cui ragionare, senza chiederti documentazione preparatoria.

Il TFR dei tuoi dipendenti ti costa ogni anno sempre più soldi. Non è un caso: il meccanismo è pensato apposta per farlo crescere in modo esponenziale, anno dopo anno. Scopri quanto puoi risparmiare grazie al nostro simulatore.
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Domande frequenti

Le domande che ci fanno più spesso gli imprenditori

Il costo non è l'accantonamento, che è retribuzione differita in ogni caso, ma la rivalutazione annua: 1,5% fisso più il 75% dell'inflazione, a carico dell'impresa, più l'imposta sostitutiva del 17% su quella rivalutazione. Quando l'inflazione sale, entrambe le voci salgono con lei. Su un fondo TFR consistente e su più esercizi la cifra diventa significativa, e va letta sul bilancio, non stimata a occhio.
Fino al 31 dicembre 2025 la soglia era fissa a 50 dipendenti. Dal 1° gennaio 2026 è diventata dinamica: si verifica ogni anno sulla media dei dipendenti dell'anno solare precedente, e se viene superata l'obbligo di versamento al Fondo di Tesoreria INPS scatta dall'anno successivo. È già scritto per legge un percorso di abbassamento graduale: almeno 60 dipendenti dal 2026, almeno 50 dal 2028, almeno 40 dal 2032. Superata la soglia, il TFR non resta in azienda ma va versato mensilmente al Fondo di Tesoreria: gli adempimenti restano, la disponibilità del denaro no.
No. La destinazione del TFR è una scelta che spetta al singolo lavoratore, e l'azienda non può orientarla. Quello che l'azienda può fare è informare correttamente, mettere a disposizione strumenti chiari per decidere e valutare l'introduzione di un contributo aziendale al fondo, che è invece una leva di sua competenza e incide su attrattività e fidelizzazione.
Sul TFR destinato a forme pensionistiche complementari l'impresa deduce dal reddito una quota dell'ammontare conferito — 4%, che sale al 6% per le imprese con meno di 50 dipendenti — e beneficia di un esonero parziale dal contributo al Fondo di Garanzia e da alcuni oneri impropri. Viene inoltre meno la rivalutazione a carico dell'azienda sulle quote conferite. Le aliquote vanno sempre verificate sull'esercizio in corso con il tuo commercialista.
No. Il bilancio della tua azienda è un documento pubblico e lo analizziamo prima di vederci: arriviamo al primo incontro con il fondo TFR già letto e la sua dinamica ricostruita sugli ultimi esercizi. Questo ci permette di partire da una base concreta senza chiederti adempimenti preparatori né sottrarre tempo alla tua attività.

Non hai trovato la tua domanda? Scrivici direttamente, ti rispondiamo personalmente.

I contatti

Parliamone davanti a un caffè

Per il primo incontro non serve che tu prepari nulla: il bilancio lo abbiamo già letto. Scrivici o passa in studio a Vittorio Veneto.

Indirizzo
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Telefono
+39 327 558 4213
Email
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Orari
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15:00 – 18:30