C'è una verità che la generazione dei trentenni di oggi conosce a metà: la pensione pubblica ci sarà, ma sarà molto più bassa di quanto immaginano. Con il sistema contributivo, l'assegno dipende da quanto e per quanti anni si è versato — e da carriere spesso discontinue. Il risultato è un tasso di sostituzione, cioè il rapporto tra prima pensione e ultimo stipendio, destinato a scendere ben sotto i livelli delle generazioni precedenti.
Perché iniziare presto conta più di quanto versi?
La previdenza complementare non è una scommessa finanziaria: è soprattutto una questione di tempo. Grazie all'interesse composto — i rendimenti che generano a loro volta altri rendimenti — ogni anno guadagnato all'inizio vale molto più di un anno guadagnato alla fine.
Un esempio rende l'idea. Versando 100 € al mese con un rendimento medio del 4% annuo:
- Iniziando a 30 anni, a 67 si arriva intorno ai 100.000 €.
- Iniziando a 45 anni, con lo stesso versamento si arriva a circa 41.000 €.
Stesso sforzo mensile, ma un risultato più che doppio. La differenza non sta nei soldi versati — anzi, chi inizia prima versa solo qualche migliaio di euro in più in tutto — ma negli anni in cui quei soldi hanno potuto lavorare.
Il momento migliore per iniziare era dieci anni fa. Il secondo momento migliore è oggi.
Non solo tempo: anche il Fisco aiuta
Chi versa in un fondo pensione gode di due agevolazioni concrete:
- Deducibilità immediata: i versamenti, fino a 5.300 € l'anno, si sottraggono dal reddito imponibile. In pratica, una parte di ciò che versi ti torna subito sotto forma di minori imposte.
- Tassazione finale agevolata: la prestazione è tassata a un'aliquota che parte dal 15% e scende fino al 9% con l'anzianità di adesione — molto meno della tassazione ordinaria.
"Sono giovane, ho tempo": è proprio questo il punto
Il pensiero più comune a 30 anni — "alla pensione penserò più avanti" — è esattamente l'errore che costa di più. Non perché manchi la disciplina, ma perché si rinuncia all'unico ingrediente che non si può comprare a nessun prezzo: gli anni. Bastano cifre piccole e costanti; l'importante è cominciare, anche con poco.
Da dove si parte?
Il primo passo non è scegliere il fondo "migliore", ma capire a che punto sei: quanto sarà presumibilmente la tua pensione pubblica, qual è il divario da colmare, quanto puoi versare senza pesare sul presente. Da lì, la strada diventa semplice — e sorprendentemente leggera. Quando arriverai alla scelta dello strumento, qui trovi i criteri per orientarti tra forme, comparti e costi.