Reversibilità o indiretta: che differenza c'è?
La pensione ai superstiti ha due nomi, a seconda di chi muore. Se il defunto era già in pensione, ai familiari spetta la pensione di reversibilità, calcolata come percentuale della pensione che riceveva. Se lavorava ancora, spetta la pensione indiretta, calcolata sulla pensione maturata fino al decesso (INPS, scheda "Pensione ai superstiti").
L'indiretta ha un requisito in più: il lavoratore deve avere 15 anni di contributi (780 settimane), oppure 5 anni (260 settimane) di cui almeno 3 nei cinque anni prima del decesso (INPS, circolare 185/2015, punto 1). Senza questi requisiti spetta al massimo un'indennità una tantum.
In entrambi i casi la pensione decorre dal mese dopo il decesso e non arriva da sola: va chiesta all'INPS, anche tramite un patronato.
Chi ha diritto alla pensione ai superstiti?
Secondo la scheda INPS e la circolare 185/2015, in quest'ordine:
- Il coniuge o la parte dell'unione civile, senza altre condizioni. Anche il coniuge separato; se la separazione gli è stata addebitata, l'INPS chiede che ricevesse un assegno stabilito dal tribunale.
- Il coniuge divorziato, se riceveva l'assegno divorzile periodico, non si è risposato e il rapporto di lavoro del defunto era iniziato prima della sentenza di divorzio (legge 898/1970, art. 9). Se c'è anche un nuovo coniuge, le quote le divide il tribunale.
- I figli: minorenni; fino a 21 anni se studiano alle superiori o in un corso professionale; fino a 26 anni se all'università, nella durata legale del corso; a qualsiasi età se inabili al lavoro. I maggiorenni devono essere a carico del genitore. Sono equiparati ai figli anche i nipoti minori a carico dei nonni.
- I genitori, solo se mancano coniuge e figli con diritto: devono avere almeno 65 anni, essere a carico del defunto e non avere una pensione.
- I fratelli celibi e le sorelle nubili, solo se mancano anche i genitori con diritto: inabili al lavoro, a carico e senza pensione.
Quanto spetta? Le percentuali dell'INPS
Le quote sono fissate dalla legge 903/1965 e dalla legge 335/1995, art. 1, comma 41, e l'INPS le riporta così:
| Chi resta | Percentuale | Su una pensione di 2.000 € lordi al mese |
|---|---|---|
| Coniuge solo | 60% | 1.200 € |
| Coniuge e un figlio | 80% | 1.600 € |
| Coniuge e due o più figli | 100% | 2.000 € |
| Un figlio solo | 70% | 1.400 € |
| Due figli soli | 80% | 1.600 € |
| Tre o più figli soli | 100% | 2.000 € |
| Un genitore | 15% | 300 € |
| Due genitori | 30% | 600 € |
| Fratelli o sorelle | 15% ciascuno, fino al 100% | 300 € ciascuno |
Gli importi sono lordi, su 13 mensilità come la pensione del defunto, e prima dell'eventuale taglio per reddito.
Falso mito 1: "La reversibilità è il 60% della pensione"
Il 60% vale solo per il coniuge rimasto solo. Con figli a carico la famiglia arriva all'80% o al 100%. Al contrario, un coniuge con un buon reddito proprio e senza figli a carico può scendere al 30% (il 60% dimezzato). E se il defunto lavorava ancora, la base non è nemmeno lo stipendio: è la pensione maturata fino a quel giorno, spesso molto più bassa.
Quando il reddito del coniuge riduce la pensione?
La pensione ai superstiti si cumula con i redditi del beneficiario solo entro i limiti della Tabella F della legge 335/1995. Le soglie sono multipli del trattamento minimo INPS annuo, che per il 2026 vale 7.954,05 € (611,85 € per 13 mensilità, valore provvisorio della circolare INPS 153/2025).
| Reddito personale annuo | Riduzione della quota | Quota che resta |
|---|---|---|
| Fino a 23.862,15 € (3 volte il minimo) | nessuna | 100% |
| Oltre 23.862,15 € | 25% | 75% |
| Oltre 31.816,20 € (4 volte il minimo) | 40% | 60% |
| Oltre 39.770,25 € (5 volte il minimo) | 50% | 50% |
Le soglie sono il nostro calcolo: 7.954,05 € moltiplicato per 3, 4 e 5. L'INPS non ha ancora pubblicato la tabella 2026, e il minimo verrà ritoccato con il conguaglio di inizio 2027.
Tre regole contano quanto le soglie:
- Il taglio non si applica se nel nucleo ci sono figli minorenni, studenti o inabili con diritto alla pensione. E non tocca mai le quote dei figli: riguarda il coniuge, i genitori, i fratelli.
- Quali redditi contano: quelli soggetti a IRPEF, al netto dei contributi previdenziali. Restano fuori il TFR e i suoi anticipi, la casa di abitazione, gli arretrati a tassazione separata e la stessa pensione ai superstiti (circolare INPS 185/2015, punto 9).
- Il taglio non può superare il reddito che lo provoca. Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza 162/2022, recepita dall'INPS con la circolare 108/2023.
Quanto resta, in euro, su una pensione di 2.000 €?
Prendiamo un pensionato con 2.000 € lordi al mese, 26.000 € l'anno su 13 mensilità. La vedova, senza figli a carico, ha diritto al 60%: 15.600 € l'anno, 1.200 € al mese. Ecco cosa le resta secondo il suo reddito personale.
| Reddito personale annuo | Riduzione applicata | Quota annua lorda | Quota mensile lorda | Reddito più pensione |
|---|---|---|---|---|
| 0 € | nessuna | 15.600 € | 1.200 € | 15.600 € |
| 20.000 € | nessuna | 15.600 € | 1.200 € | 35.600 € |
| 25.000 € | 7,3% (garanzia) | 14.462 € | 1.112 € | 39.462 € |
| 30.000 € | 25% | 11.700 € | 900 € | 41.700 € |
| 35.000 € | 40% | 9.360 € | 720 € | 44.360 € |
| 40.000 € | 41,5% (garanzia) | 9.130 € | 702 € | 49.130 € |
| 50.000 € | 50% | 7.800 € | 600 € | 57.800 € |
Perché a 25.000 € il taglio è del 7,3% e non del 25%? Per la clausola di garanzia della legge 335/1995: reddito e pensione ridotta insieme non possono scendere sotto quanto avrebbe chi sta esattamente al limite della fascia precedente. A 23.862,15 € la vedova ha tutta la quota, 39.462 € in totale; a 25.000 € deve avere almeno altrettanto, quindi la quota scende a 14.462 €, non a 11.700 €. Abbiamo applicato la regola riga per riga, con il calcolo che usa anche il nostro simulatore.
Falso mito 2: "Se lavoro, la reversibilità la perdo"
No. Nessun reddito fa perdere la pensione ai superstiti: al massimo la dimezza, e solo sopra 39.770 € di reddito proprio. Sotto 23.862 € non c'è alcun taglio, e con figli minorenni o studenti nel nucleo non ce n'è a nessun reddito.
C'è però una zona in cui lavorare di più non rende. Con una quota di 15.600 € l'anno (il 60% di una pensione di 2.000 € al mese), fra 23.862 € e circa 27.762 € di reddito ogni euro guadagnato in più toglie un euro di pensione: il totale resta fermo a 39.462 € lordi. Succede lo stesso appena sopra la seconda soglia (fino a circa 34.156 €) e la terza (fino a circa 41.330 €). L'ampiezza della zona è il 25%, il 15% e il 10% della quota annua.
Se il tuo reddito è vicino a una soglia, un aumento, un premio o un affitto in più vanno valutati anche con questo conto.
Cosa succede quando i figli diventano grandi?
La percentuale si ricalcola ogni volta che un figlio perde il diritto. Prendiamo un pensionato con 2.000 € lordi al mese e una vedova che guadagna 40.000 € l'anno, con un figlio di 15 anni.
- Finché il figlio ha diritto (fino a 18 anni, 21 se studia alle superiori, 26 se va all'università) la famiglia riceve l'80%: 1.200 € alla madre e 400 € al figlio, 1.600 € al mese. Nessun taglio per reddito, perché nel nucleo c'è un figlio con diritto.
- Quando il figlio esce, la madre resta sola al 60% e scatta la riduzione della terza fascia, con la garanzia: 702 € al mese.
La pensione della famiglia passa da 1.600 € a 702 € lordi al mese, un calo del 56%, nel giorno in cui il figlio compie gli anni o finisce gli studi. È una data che si conosce in anticipo: conviene segnarla.
Falso mito 3: "Se mi risposo, perdo tutto"
Il coniuge che si risposa perde la sua quota, ma riceve una volta sola due annualità della quota in pagamento, tredicesima compresa (INPS, scheda). Con una quota di 1.200 € al mese sono 31.200 € lordi. Le quote dei figli continuano.
Quanto vale la pensione indiretta di chi lavorava ancora?
Qui sta la sorpresa più grande. Per chi è nel sistema contributivo, la pensione è il montante dei contributi moltiplicato per un coefficiente che dipende dall'età. Se il lavoratore muore prima dei 57 anni, la legge usa comunque il coefficiente dei 57 (legge 335/1995, art. 1, comma 14), che per il 2025-2026 vale 4,204% (decreto direttoriale 20 novembre 2024). E conta solo quanto è stato versato fino a quel giorno.
Un esempio semplificato: un dipendente di 45 anni, 20 anni di contributi su uno stipendio di 35.000 € lordi l'anno. Con l'aliquota di computo del 33% (stessa legge, art. 1, comma 10) il montante è 35.000 × 33% × 20 = 231.000 €. La pensione teorica è 231.000 × 4,204% = 9.711 € l'anno, 747 € al mese su 13 mensilità.
Moglie e due figli prendono il 100%: 747 € al mese, contro uno stipendio di 2.692 € lordi al mese. È il 28% del reddito di prima. Se resta solo la moglie, 448 € al mese.
Nel calcolo vero il montante si rivaluta ogni anno e chi ha contributi prima del 1996 ha in parte un calcolo diverso: la cifra sarebbe un po' più alta, l'ordine di grandezza resta.
La reversibilità è lorda: quanto resta dopo l'IRPEF?
La pensione ai superstiti è reddito da pensione e paga l'IRPEF come ogni altra pensione, con gli scaglioni 2026 del 23%, 33% e 43% (legge 199/2025).
Gli esempi partono da una pensione del defunto di 2.000 € lordi al mese.
- Vedova senza altri redditi, 15.600 € l'anno: IRPEF al 23% pari a 3.588 €, meno 1.498 € di detrazione per redditi da pensione (TUIR, art. 13). Restano 2.090 € di imposta, circa 161 € al mese: in tasca circa 1.040 € dei 1.200 lordi, prima delle addizionali regionale e comunale.
- Vedova con 40.000 € di reddito: la quota di 9.130 € si somma al suo reddito e paga almeno il 33%. Dei 702 € lordi al mese ne restano al massimo circa 470.
- Orfani: la loro pensione ai superstiti conta ai fini IRPEF solo per la parte sopra 1.000 € l'anno (legge 232/2016, art. 1, comma 249, richiamata dalla circolare INPS 153/2025, punto 7.3).
Quanto manca alla famiglia, ogni mese?
Cinque famiglie, con le regole 2026 e in euro lordi di oggi: il pensionato ha 2.000 € al mese, il lavoratore uno stipendio di 35.000 € l'anno e 20 anni di contributi.
| Caso | Reddito del defunto al mese | Pensione ai superstiti al mese | Differenza al mese | Differenza in un anno |
|---|---|---|---|---|
| Pensionato, vedova senza redditi | 2.000 € | 1.200 € | 800 € | 10.400 € |
| Pensionato, vedova con 40.000 €, figlio di 15 anni | 2.000 € | 1.600 € | 400 € | 5.200 € |
| Stesso caso, quando il figlio esce dal nucleo | 2.000 € | 702 € | 1.298 € | 16.870 € |
| Lavoratore di 45 anni, moglie e due figli | 2.692 € | 747 € | 1.945 € | 25.289 € |
| Lavoratore di 45 anni, moglie sola | 2.692 € | 448 € | 2.244 € | 29.173 € |
Su vent'anni, senza contare l'inflazione, il primo caso vale 208.000 € e il terzo circa 337.000 €. Sono le cifre che la famiglia dovrà coprire con i risparmi, con il proprio lavoro o con una protezione decisa prima. Di come una polizza vita può coprire questo buco parliamo in La polizza vita: quando proteggere diventa un gesto d'amore; di come costruire un patrimonio che regga anche agli imprevisti in Serenità e protezione: investire pensando al domani.
Cosa controllare, allora?
- La famiglia oggi e fra dieci anni: le date in cui i figli escono dal nucleo sono quelle in cui la pensione cala.
- Il reddito del coniuge rispetto alle soglie: vicino a 23.862, 31.816 o 39.770 € il taglio cambia molto con poche migliaia di euro.
- Se chi porta il reddito lavora ancora: la pensione indiretta di un quarantenne è spesso una frazione dello stipendio.
- I casi particolari (separazione, divorzio, casse dei professionisti con regole proprie, contributi in più gestioni): qui serve il calcolo dell'INPS o di un patronato.
- Il buco che resta, in euro al mese e in anni: è la misura da cui partire per decidere se proteggersi. Con il nostro simulatore della pensione ai superstiti lo vedi anno per anno.
Glossario
- Pensione ai superstiti: la pensione che l'INPS paga ai familiari di un pensionato o di un lavoratore assicurato dopo la sua morte.
- Pensione di reversibilità: la pensione ai superstiti quando il defunto era già pensionato; è una percentuale della sua pensione.
- Pensione indiretta: la pensione ai superstiti quando il defunto lavorava ancora; si calcola sulla pensione maturata fino al decesso.
- Trattamento minimo: l'importo base delle pensioni INPS, 611,85 € al mese nel 2026 (provvisorio); fa da unità di misura per molti limiti di reddito.
- Tabella F: l'allegato della legge 335/1995 che fissa le riduzioni della pensione ai superstiti per reddito del beneficiario.
- Clausola di garanzia: la regola per cui reddito e pensione ridotta insieme non scendono sotto quanto spetterebbe al limite della fascia precedente.
- Montante contributivo: la somma dei contributi versati, rivalutati ogni anno, su cui si calcola la pensione nel sistema contributivo.
- Coefficiente di trasformazione: la percentuale che trasforma il montante in pensione annua; cresce con l'età.
Fonti
- INPS, scheda "Pensione ai superstiti indiretta e di reversibilità", aggiornata al 12 giugno 2026 (beneficiari, percentuali, Tabella F, sentenza 162/2022, decorrenza, nuove nozze).
- INPS, circolare 18 novembre 2015, n. 185, linee guida sulla pensione ai superstiti (requisiti dell'indiretta, coniuge separato e divorziato, figli ed equiparati, genitori e fratelli, redditi da considerare).
- INPS, circolare 19 dicembre 2025, n. 153 (trattamento minimo 2026: 611,85 € al mese, 7.954,05 € l'anno; esenzione di 1.000 € per gli orfani).
- INPS, circolare 22 dicembre 2023, n. 108 (applicazione della sentenza 162/2022).
- Corte costituzionale, sentenza 8-30 giugno 2022, n. 162.
- Legge 8 agosto 1995, n. 335, art. 1, commi 10, 14 e 41, e Tabella F.
- Legge 21 luglio 1965, n. 903, art. 22.
- Legge 1 dicembre 1970, n. 898, art. 9 (coniuge divorziato).
- Ministero del lavoro, decreto direttoriale 20 novembre 2024 (coefficienti di trasformazione 2025-2026).
- Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (scaglioni IRPEF 2026); DPR 917/1986 (TUIR), art. 13, comma 3 (detrazione per redditi da pensione).
- Legge 11 dicembre 2016, n. 232, art. 1, comma 249 (pensioni agli orfani).